Sostenibilità
Chi deve fare la rendicontazione di sostenibilità: soglie e requisiti
Dopo il Pacchetto Omnibus, la CSRD si applica solo alle imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro.
La doppia soglia dopo il Pacchetto Omnibus: chi è obbligato oggi
Dopo il Pacchetto Omnibus, la CSRD si applica solo alle imprese con più di 1.000 dipendenti e un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro. La soglia non è alternativa ma cumulativa: entrambe le condizioni devono essere soddisfatte. Resta fuori dal perimetro, per esempio, un'impresa con 1.200 dipendenti e 400 milioni di fatturato, così come una con 500 milioni di ricavi e 900 dipendenti.
L'innalzamento delle soglie esclude circa l'80% delle imprese inizialmente interessate dagli obblighi CSRD: è la misura concreta del ridimensionamento rispetto al testo originario della direttiva.
Il perimetro è cambiato più volte in pochi mesi. A febbraio 2025 la Commissione Europea ha proposto una revisione profonda della CSRD; il Parlamento Europeo l'ha approvata definitivamente a dicembre 2025, il Consiglio UE a febbraio 2026, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE a marzo 2026. Le verifiche di applicabilità vanno quindi ancorate al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non alle versioni circolate durante l'iter.
Impatto del ridimensionamento delle soglie sulla base di imprese interessate
- Percentuale di imprese escluse dal perimetro CSRD dopo il Pacchetto Omnibus — 80%
Da NFRD a CSRD: perché prima si parlava di 500 e 250 dipendenti
La prima fase è la NFRD (Non-Financial Reporting Directive), che ha introdotto l'obbligo di rendicontazione non finanziaria per le aziende con oltre 500 dipendenti, soprattutto enti di interesse pubblico come banche, assicurazioni e società quotate di grandi dimensioni. Al criterio dimensionale si combinava la natura giuridica dell'impresa.
La seconda fase è la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), che avrebbe dovuto estendere l'obbligo a tutte le grandi imprese con oltre 250 dipendenti, ampliando drasticamente il perimetro. Da qui la soglia dei 250 dipendenti ancora citata in molte guide: era il criterio CSRD prima della revisione.
La terza fase è quella attuale, segnata dal Pacchetto Omnibus, che riporta il requisito occupazionale da 250 a 1.000 dipendenti e aggiunge la condizione del fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro. La CSRD, inoltre, non chiede solo più trasparenza: stabilisce chi deve rendicontare e secondo quali standard, gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards).
Confronto tra le soglie di applicabilità della CSRD prima e dopo il Pacchetto Omnibus
- NFRD (prima fase) — Oltre 500 dipendenti
Cronologia delle principali tappe della CSRD in Italia e UE
- 2025Proposta di revisione della CSRD dalla Commissione Europea
- 2025Approvazione definitiva dal Parlamento Europeo
PMI quotate, enti piccoli e imprese extra-UE: deroghe e soglie particolari
In Italia il recepimento è avvenuto con il D.lgs. 125/2024, che ha reso il bilancio di sostenibilità applicabile a una parte delle imprese già dall'anno 2024, con effetti nelle pubblicazioni del 2025. Il decreto prevede deroghe e limitazioni alla rendicontazione di sostenibilità per le PMI quotate e per gli enti piccoli: per queste categorie l'obbligo non è pienamente sovrapponibile a quello delle grandi imprese.
Per le imprese di paesi terzi (extra-UE) l'obbligo scatta se generano ricavi netti superiori a 450 milioni di euro nell'Unione Europea per due esercizi consecutivi. Il criterio è territoriale e si basa sui ricavi realizzati nell'UE, non sul numero di dipendenti.
Cosa devono rendicontare le imprese obbligate: standard ESRS e dimensioni ESG
La CSRD non si limita a chiedere più trasparenza: definisce chi deve rendicontare e secondo quali standard, gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards). La conformità non si misura sulla sola pubblicazione di un documento, ma sul rispetto dei contenuti e del formato previsti dagli standard.
Il bilancio di sostenibilità integra dimensioni ambientali, sociali e di governance nel sistema di reporting aziendale. Non è un documento decorativo né un semplice report per il sito internet, ma uno strumento strutturato di rendicontazione: richiede dati tracciabili, processi di raccolta e controlli coerenti con quelli del bilancio di esercizio.
Vantaggi e sfide del bilancio di sostenibilità per le imprese obbligate
- VantaggiMiglioramento della trasparenza, accesso a capitali ESG, conformità normativa, vantaggio competitivo
- SfideComplessità nella raccolta dati, necessità di sistemi di reporting strutturati, costi di implementazione, rischio di greenwashing
Chi rendiconta nel settore finanziario: la SFDR per fondi, consulenti e intermediari
La SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation) è un regolamento dell'Unione Europea entrato in vigore nel 2021. Impone agli operatori finanziari di fornire informazioni standardizzate e trasparenti sui prodotti d'investimento. L'obiettivo è evitare il greenwashing, migliorare la trasparenza e facilitare il confronto tra prodotti finanziari; la norma nasce nel contesto del Green Deal europeo e dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
I destinatari sono i gestori di fondi, i consulenti finanziari e gli altri partecipanti ai mercati finanziari, chiamati a comunicare in modo chiaro e standardizzato come integrano i fattori ESG nei processi decisionali e nei prodotti offerti. Gli obblighi informativi operano su due livelli: a livello di entità, cioè dell'intermediario finanziario, e a livello di prodotto, cioè del fondo o dello strumento d'investimento.
La classificazione dei prodotti si basa su tre articoli: l'articolo 6 riguarda i prodotti che non integrano specificamente fattori ESG, l'articolo 8 quelli che promuovono caratteristiche ambientali o sociali, l'articolo 9 quelli con obiettivi di investimento sostenibile vero e proprio. La SFDR va tenuta distinta dalla rendicontazione di sostenibilità delle imprese: opera sul piano della disclosure verso il mercato degli operatori finanziari e dei prodotti, non sul piano del bilancio di sostenibilità aziendale.
Come verificare se la tua azienda rientra: condizioni da controllare
Le condizioni da controllare, in ordine, sono: numero di dipendenti superiore a 1.000 e fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro, entrambe necessarie per rientrare nel perimetro CSRD dopo il Pacchetto Omnibus; natura di ente di interesse pubblico o quotazione, criterio che caratterizzava il perimetro NFRD; status di PMI quotata o ente piccolo, per cui il D.lgs. 125/2024 prevede deroghe e limitazioni; ricavi netti superiori a 450 milioni di euro realizzati nell'UE per due esercizi consecutivi, se l'impresa ha sede in un paese terzo; appartenenza al settore finanziario, dove agli obblighi di reporting si affiancano quelli informativi della SFDR.
Alla domanda su chi sia obbligato a redigere il bilancio di sostenibilità se ne accompagna un'altra: quali aziende hanno interesse a farlo indipendentemente dall'obbligo. Le imprese sotto soglia possono essere comunque chiamate a fornire dati ESG da clienti e finanziatori obbligati; la scelta di rendicontare su base volontaria dipende da questo tipo di pressione, non dalla norma.
Il quadro è cambiato con il Pacchetto Omnibus (proposta a febbraio 2025, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale UE a marzo 2026) e in Italia con il D.lgs. 125/2024. La verifica va quindi ripetuta sul testo della Gazzetta Ufficiale UE e sul decreto di recepimento italiano, non su sintesi non datate.
