
Nuovi Modelli
Metriche di circolarità: quali indicatori usare e come rendicontarli
La Strategia nazionale per l'economia circolare è netta: «al fine di realizzare la transizione all'economia circolare risulta sempre più importante l'adozione di indicatori comuni per rendere…
Perché la circolarità va misurata (e poi rendicontata)
La Strategia nazionale per l'economia circolare è netta: «al fine di realizzare la transizione all'economia circolare risulta sempre più importante l'adozione di indicatori comuni per rendere efficace la misurazione della circolarità ed inserirla nelle normative, nei criteri di accesso ai fondi di finanziamento e negli incentivi». In pratica, gli indicatori condivisi servono a misurare i processi circolari, entrare nei quadri normativi e diventare criterio di accesso a fondi e incentivi. Senza di essi, la circolarità resta dichiarativa, non confrontabile tra organizzazioni e non verificabile.
La risposta italiana è volontaria e si chiama UNI/TS 11820:2022, «Misurazione della circolarità - Metodi ed indicatori per la misurazione dei processi circolari nelle organizzazioni», licenziata a novembre 2022. Produce un indice di circolarità espresso in percentuale, il Livello di Circolarità (LdC) dell'organizzazione. Per un'impresa o un ente locale l'utilità è doppia: individua aree di miglioramento e opportunità di risparmio e supporta i processi decisionali.
UNI/TS 11820:2022: il metodo di riferimento in Italia
La UNI/TS 11820 è una specifica tecnica volontaria: non un obbligo di legge, ma un metodo. La struttura è stata illustrata dal Dipartimento sostenibilità di ENEA (Laura Cutaia) e discussa in webinar e workshop per le aziende dal Circular Economy Network: 71 indicatori in 6 categorie, nati come sviluppo sperimentale di un set comune per misurare la circolarità. Il tratto distintivo è la trasversalità: si applica a qualsiasi settore delle imprese e offre un primo modello di riferimento per gli altri metodi di misurazione esistenti o in sviluppo.
La norma ha due livelli di applicabilità, micro e meso. Il micro è la singola organizzazione o ente locale; il meso è un gruppo di organizzazioni, inter-organizzazioni, cluster industriali o territoriali, aree e distretti industriali, filiere produttive e dei materiali, territori, regioni, aree metropolitane e province. La misurazione considera tutte le fasi della produzione di valore. A livello internazionale, la UNI/TS 11820 anticipa le norme ISO che definiranno uno standard internazionale, alle quali dovrà necessariamente armonizzarsi.
Quali indicatori usare: core, specifici e premianti
La misurazione poggia su 71 indicatori qualitativi, quantitativi e quanti-qualitativi, divisi in tre tipologie con criteri di compilazione diversi. I core sono obbligatori e misurano le pratiche fondamentali di circolarità, come l'uso di materiali riciclati e la gestione efficiente dei rifiuti. Gli specifici sono semi-obbligatori, con almeno il 50% da coprire, e riguardano aspetti particolari delle operazioni aziendali, come la riduzione delle emissioni di CO2 o l'efficienza energetica. I premianti sono facoltativi e valorizzano l'innovazione sostenibile, per esempio tecnologie verdi o nuovi modelli di business.
I requisiti minimi cambiano in base alla tipologia di organizzazione e di indicatore. Chi fornisce prodotti, comprese le aziende manifatturiere, deve soddisfare almeno 33 indicatori; le società di servizi almeno 27. La scelta va guidata da due domande concrete: che tipo di organizzazione sono e quali indicatori mi sono realmente applicabili? I premianti restano facoltativi, ma segnalano innovazione di processo, prodotto e modello di business.
Tipologie di Indicatori nella UNI/TS 11820:2022
- Core
- Obbligatori, misurano pratiche fondamentali (es. uso materiali riciclati)
- Specifici
- Semi-obbligatori (almeno il 50%), legati a settori specifici (es. efficienza energetica)
- Premianti
- Facoltativi, valorizzano innovazione (es. nuovi modelli di business sostenibili)
Le sei aree di analisi da coprire
I 71 indicatori si distribuiscono in sei categorie: risorse materiche e componenti; risorse energetiche e idriche; rifiuti ed emissioni; logistica; prodotto e servizio; risorse umane, asset, policy e sostenibilità. Ogni categoria raccoglie indicatori qualitativi, quantitativi e quanti-qualitativi che, insieme, fotografano la circolarità dell'organizzazione.
Le sei aree sono una check-list di copertura: prima di raccogliere i dati, verificate che la misurazione non si esaurisca in una sola area (per esempio solo rifiuti ed emissioni) e che le informazioni per ciascuna area siano tracciabili e ripetibili nel tempo, così da confrontarle tra esercizi.
Micro o meso? Scegliere il perimetro di misurazione
La UNI/TS 11820 non copre il livello macro. Per misurare la circolarità di un sistema Paese ci sono gli indicatori della Carta di Bellagio, seguiti nei rapporti annuali del Circular Economy Network. La specifica tecnica opera invece su due livelli: micro (singola organizzazione o ente locale) e meso (gruppi di organizzazioni, inter-organizzazioni, cluster industriali o territoriali, aree e distretti industriali, filiere produttive e dei materiali, territori, regioni, aree metropolitane, province).
Il perimetro scelto cambia gli indicatori da compilare e il tipo di rendicontazione. A livello micro l'oggetto è la singola organizzazione o ente locale; a livello meso è l'insieme: filiera, distretto o territorio. Definire il perimetro è dunque il primo passo, perché da esso dipendono i dati da raccogliere e il modo di aggregarli.
Lungo il ciclo di vita: progettazione, approvvigionamento, fine vita
La specifica tecnica considera tutte le fasi della produzione di valore: progettazione; approvvigionamento; produzione; distribuzione e vendita; utilizzo e consumo; fine vita. Sono la griglia che permette di associare gli indicatori ai processi aziendali, invece di limitare la misurazione a un punto isolato del ciclo.
Usare le fasi come mappa ha due scopi: capire quali indicatori delle sei aree ricadono in ciascun momento del ciclo e rendicontare in modo coerente, collegando ogni dato a un processo riconoscibile dell'organizzazione. Ne risulta una rendicontazione che lettore e valutatore possono ricondurre ai passaggi reali della produzione di valore.
Fasi del Ciclo di Vita da Considerare nella Misurazione
- 1. ProgettazioneIntegrazione di principi circolari fin dalla fase iniziale del prodotto o servizio
- 2. ApprovvigionamentoScelta di materiali riciclati e fornitori sostenibili
- 3. ProduzioneOttimizzazione dei processi con riduzione di rifiuti e risorse
- 4. Distribuzione e venditaLogistica efficiente e packaging sostenibile
- 5. Utilizzo e consumoDurabilità, riparabilità e supporto all’uso prolungato
- 6. Fine vitaRecupero, riciclo, riutilizzo o smaltimento responsabile
Come rendicontare gli indicatori: dal dato al miglioramento
Il percorso di rendicontazione prevede passaggi espliciti: dichiarare metodo (UNI/TS 11820) e perimetro (micro o meso); indicare quali indicatori core, specifici e premianti sono stati usati; mostrare la copertura delle sei aree di analisi e delle fasi del valore. Il risultato è l'indice di circolarità, in percentuale come Livello di Circolarità (LdC), che individua aree di miglioramento e opportunità di risparmio e alimenta le decisioni aziendali.
I vantaggi sono concreti: aumentare la competitività, adottare un metodo trasversale a qualsiasi settore e prepararsi ai criteri di accesso a fondi e incentivi richiamati dalla Strategia nazionale per l'economia circolare. Il tutto con un'implementazione volontaria, che consente di partire dai minimi obbligatori e ampliare progressivamente la copertura.
Livello di Circolarità (LdC): Indice Chiave per la Rendicontazione
- Indice di circolarità
- Espresso in percentuale
- Nome tecnico
- Livello di Circolarità (LdC)
- Finalità
- Identificare aree di miglioramento e opportunità di risparmio
- Applicabilità
- Micro e meso (organizzazioni o gruppi territoriali)
Da dove partire in pratica
Una roadmap essenziale: primo, stabilire se si misura a livello micro (singola organizzazione o ente locale) o meso (gruppo, filiera, distretto, territorio). Secondo, scegliere gli indicatori core obbligatori e almeno il 50% degli specifici, rispettando il minimo della propria tipologia (33 indicatori per chi fornisce prodotti o è manifatturiero, 27 per le società di servizi). Terzo, valutare i premianti per valorizzare innovazione e nuovi modelli di business. Quarto, raccogliere i dati per le sei aree di analisi e lungo le fasi del valore. Quinto, usare l'indice di circolarità per la rendicontazione e per orientare le decisioni.
Le fonti italiane da consultare sono la UNI/TS 11820:2022, ENEA (che supporta la transizione verso l'economia circolare e ne ha illustrato struttura e finalità), il Circular Economy Network con i webinar per le aziende e i rapporti annuali sugli indicatori macro, e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che riconosce nella specifica tecnica un metodo per misurare il miglioramento della circolarità nelle politiche aziendali e di settore.

